Casa rifugio per gay in via Sommacampagna a Milano

gayAlloggiamo gli immigrati in Hotel a 4 stelle, preferiamo assegnare le case popolari alle famiglie di immigrati con molti figli, per concludere  mandiamo i gay in case rifugio. Scusatemi ma degli italiani indigenti interessa qualcosa a questo governo?

Sarà la prima casa-rifugio di Milano per ragazze e ragazzi omosessuali che vivono la loro condizione con disagio perché rifiutati e non accettati dalla famiglia o dalla gente o perché discriminati e isolati per il loro orientamento sessuale. Il progetto, presentato a Milano durante il Festival dei Beni confiscati alle mafie, non è isolato: in programma anche l’apertura di una Casa “per la socialità dolce” (per i malati di Alzheimer) e la messa al bando di un autosilo con 70 posti auto e 10 posti moto.

La casa-rifugio sorgerà in un appartamento in via Sommacampagna, zona Maciachini, con la collaborazione dei centri antiviolenza e l’associazionismo Lgbt. Il progetto, avviato l’anno scorso dalla giunta Pisapia, si inserisce nel piano di conversione delle 163 unità immobiliari – tra appartamenti, negozi, cantine e box – confiscate e gestite da Palazzo Marino, ed è un esempio significativo dell’impegno concreto del Comune nei confronti di persone disagiate. Gli altri due immobili confiscati su cui si investirà sono ubicati in via Varesina, in una ex stazione di rifornimento divenuta in seguito autorimessa e intestata a un pregiudicato per traffico internazionale di droga, e in Largo V Alpini.

Il Festival dei Beni confiscati alle mafie, quest’anno alla sua quinta edizione, è un’occasione importante per non dimenticare la criminalità organizzata, non solo nel Sud Italia ma anche a Milano. Ma soprattutto è un’occasione di speranza, che corregge l’immagine di uno Stato troppe volte disinteressato ai problemi quotidiani di tante persone. La Regione Lombardia, infatti, ha firmato un accordo con l’Ansbsc, l’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati alla criminalità organizzata, con cui si incarica di creare un catasto georeferenziale di tutte le strutture sequestrate in Lombardia.

Il Festival – Alla sua quinta edizione, il Festival dei Beni confiscati alle mafie ha predisposto un fitto programma di incontri e appuntamenti dal 30 marzo al 2 aprile. Tra i tanti le visite guidate di Libera – che ha organizzato l’evento con il Comune e Cesi -, la presentazione di Pif agli studenti e il dialogo dell’attrice Isabella Aragonesi con la collega Federica Fracassi per discutere di donne liberate, il discorso del vicepresidente della commissione Antimafia Claudio Fava. E poi concerti, presentazioni, proiezioni di film (il documentario “Un gelato per Saviano” e “In guerra per amore” in cui interverrà Barbara Sorrentini, direttrice artistica del Festival) e visite guidate. Domenica 2 aprile cala il sipario con un appuntamento originale: “Rugby contro le mafie”, uno speciale allenamento alla legalità attraverso le regole dello sport.

 

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