Il futuro della Arena e’ nelle mani dell’ avv.Stefano Casali: No alla riconferma di Polo-Polcino

Arena Verona, corsa alle poltrone nel centrodestra

La nomina del sovrintendente Polo a commissario straordinario a termine nasconde il mancato accordo per il consiglio d’indirizzo…Fanno fuori Giampiero Sobrino e riconfermano la pessima direzione artistica attuale che ha distrutto la Arena di Verona il tandem Polcino-Polo, affiancadogli pero’ un direttore artistico di facciata Cecilia Gasdia, ex soprano veronese candidata con Fratelli d’Italia.Ci auguriamo che l’ avvocato Stefano Casali possa impedire tutto questo scempio!!!!

2 novembre 2017

L’inedita decisione del ministro dei beni culturali Dario Franceschini, che ha nominato il sovrintendente dell’Arena, Giuliano Polo, commissario straordinario a termine della Fondazione per un periodo massimo di due mesi, smonta le recenti ottimistiche convinzioni del sindaco di Verona. Qualche settimana fa, di ritorno da un incontro a Roma, Federico Sboarina aveva annunciato che nel giro di qualche settimana si sarebbe entrati in regime diordinaria di amministrazione. Nell’occasione, il sindaco aveva anche archiviato come irrilevanti le forti polemiche dei giorni precedenti, che avevano investito Polo in relazione alla mancata tournée areniana a San Pietroburgo. Sembrava allora che la nomina del Consiglio di Indirizzo fosse questione di giorni, ma evidentemente la situazione si è molto ingarbugliata, determinando la necessità tecnico-giuridica della proroga del commissario, per garantire l’ordinaria amministrazione.

“Le more della ricostituzione del Consiglio di indirizzo”, di cui parla la premessa del decreto ministeriale, è una tipica espressione politico-burocratica. Tradotta in italiano corrente, la frase significa che il tempo passa perché non c’è accordo sui nomi di chi dovrà far parte del nuovo CdI. Ad oggi, solo la Regione Veneto ha provveduto (e lo ha fatto mesi fa) a indicare il suo rappresentante, Gabriele Maestrelli, consulente finanziario, ex sindaco leghista di San Pietro in Cariano. Al ministero spettano due nomine che Franceschini avrebbe già pronte, ma che attende a rendere pubbliche in attesa che si chiarisca la situazione in Comune.

La questione più complessa è interna al centrodestra veronese (con allargamento veneto) e verte sul nome del futuro sovrintendente. Sboarina (che assumerà di diritto il ruolo di presidente del Consiglio di Indirizzo) finora è parso deciso a riconfermare Polo, ma un gruppo di consiglieri regionali guidati dall’avvocato Stefano Casali (a sinistra nella foto, con Sboarina) ha espresso decisa contrarietà, chiedendo anzi le sue dimissioni per l’affaire-Russia. Gettonata da più parti – con evidente strategia dilatoria – anche la singolare ipotesi di un bando di selezione internazionale, prassi non prevista dalla legge per le Fondazioni, né dallo statuto dell’Arena. Facile capire in tal caso dove si andrebbe a parare con i tempi: altro che due mesi. In questo contesto diventa cruciale la scelta dell’altro rappresentante municipale nel CdI, composto in tutto da cinque persone. Tre settimane fa il sindaco sembrava deciso ad andare avanti per la sua strada, ma questa evidentemente tanto dritta non era. La mèta resta lontana, Franceschini concede non più di 60 giorni per arrivarci.

Oltre allo scontro sul sovrintendente, uno dei temi scottanti è la nomina del direttore artistico, ruolo per il quale da tempo circola il nome di Cecilia Gasdia, soprano veronese, candidata alle ultime amministrative per Fratelli d’Italia, storia artistica di grande importanza, cultura sostanziosa, esperienza specifica nel ruolo da verificare. Su questo fronte, Polo ha rivendicato la propria autonomia: l’articolo 11 dello statuto della Fondazione dà mano libera (e relativa responsabilità) al sovrintendente nella nomina. E a proposito di figure dirigenziali (e di come si muove Polo), i “rumors” dicono che il vice-direttore artistico Giampiero Sobrino dovrebbe cessare di esercitare questa funzione (peraltro unica nelle Fondazioni liriche sinfoniche) dall’inizio del 2018. Farà ritorno al suo leggìo di reputato primo clarinetto dell’orchestra areniana.

Sul piano artistico, la doppia proroga a scadenza ravvicinata di Polo rappresenta un pericoloso passaggio a vuoto. Da qui alla fine dell’anno il commissario-sovrintendente dovrà tenere d’occhio la “corretta gestione” generale, ma avrà ridotto spazio di manovra per quanto riguarda il “core business”: la stagione sinfonica 2018 al Filarmonico, ancora da definire nei particolari, e soprattutto il festival estivo in Arena, la cui messa a punto dovrebbe già essere in moto. Per non parlare della nuova convenzione per l’extra Arena (concerti pop rock), che può diventare un’utilissima risorsa aggiuntiva.

Oggi alla Fondazione serve prima di tutto la normalità operativa, mentre la situazione è improntata alla provvisorietà, certificazione del fatto che si sta perdendo tempo prezioso. Ed è chiaro, considerando il pubblico silenzio e il privato fiorire di “si dice” sull’argomento, che la rovinosa contesa politica sulle poltrone è lontana dall’armistizio. Se si continua così, a rimetterci – e molto – sarà l’Arena. Purtroppo, non sarebbe una novità.

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