L’ assassino Toto Riina merita di fare una morte dignitosa???

“Oggi  Falcone e borsellino si rivoltano nella tomba. Magistrati vergognatevi!”

Allora, quello che è stato chiesto per Riina è una sospensione della pena per gravi e accertati motivi. Qui molti fascisti si son fatti venire la tigna perché Riina ha ammazzato, è stato condannato all’ergastolo, perché ci sono mamme e figli che piangono il caro parente morto e via elencando.
Ora io vorrei che tutti questi fascisti chiedano la revoca della sospensione della pena (per gravi e accertati motivi di salute) a Pierluigi Concutelli il quale ha sulle spalle 3 ergastoli e ha ammazzato un giudice lasciando madri, figli e spose lacrimanti.
Ahh, già, Concutelli ha agito per un ideale e quindi per lui è giusto che la vigente norma dello Stato che ha combattuto sia applicata… Vero?

PER NON DIMENTICARE

La terribile deposizione di Vincenzo Chiodo sull’uccisione del piccolo Giuseppe Di Matteo, avvenuta l’11 gennaio del 1996.
“Si, allora gia’ eravamo nella stanza, io ho aperto la porta…, ho fatto pure fatica ad aprire la porta perche’ era quasi arrugginita, perche’ giu’ c’era molta umidita’…, c’era sempre la condensa del corpo che stava chiuso senza avere un’aria … come in altre case. Allora io ho detto al bambino – io ero ancora incappucciato – ho detto al bambino di mettersi in un angolo cioe’ vicino al letto, quasi ai piedi del letto, in un angolo con le braccia alzate e con la faccia al muro. Allora il bambino, per come io gli ho detto, si e’ messo di fronte il muro, diciamo, a faccia al muro. Io ci sono andato da dietro, ci ho messo la corda al collo. Tirandolo con uno sbalzo forte, me lo sono tirato indietro e l’ho appoggiato a terra. Enzo Brusca si e’ messo sopra le braccia inchiodandolo in questa maniera (incrocia le braccia) e Monticciolo si e’ messo sulle gambe del bambino per evitare che si muoveva. Nel momento della aggressione che io ho buttato il bambino giu’ e Monticciolo si stava avviando per tenere le gambe, gli dice “mi dispiace”, rivolto al bambino, “tuo papa’ ha fatto il cornuto”. Nello stesso momento o subito dopo Enzo Brusca dice “ti dovevo guardare meglio degli occhi miei”, dice, “eppure chi lo doveva dire?”, queste sono state le parole diciamo al bambino.
Io mi ricordo il bambino, cioe’ me lo ricordo quasi giornalmente la faccia, diciamo, mi ricordo sempre, ce l’ho sempre davanti agli occhi. …Il bambino non ha capito niente, perche’ non se l’aspettava, non si aspettava niente e poi il bambino ormai non era.. come voglio dire, non aveva la reazione piu’ di un bambino, sembrava molle, … anche se non ci mancava mangiare, non ci mancava niente, ma sicuramente.. non lo so, mancanza di liberta’, il bambino diciamo era molto molle, era tenero, sembrava fatto di burro…, cioe’ questo, il bambino penso che non ha capito niente, neanche lui ha capito, dice: sto morendo, penso non l’abbia neanche capito. Il bambino ha fatto solo uno sbalzo di reazione, uno solo e lento, ha fatto solo quello e poi non si e’ mosso piu’, solo gli occhi, cioe’ girava gli occhi … A me poi mi sono cominciate tremare le gambe ed io ho lasciato il posto a Monticciolo, che lui mi ha detto di andare anche sopra, dopo che pero’ il bambino penso che gia’ era morto perche’ si vedeva che gia’ gli occhi proprio al di fuori… vedevo la bava che gli usciva tutta dalla bocca. Ed io sono uscito, nell’attimo che stavo andando sopra a vedere se c’era movimento strano … e ho visto il Monticciolo che tirava forte la corda e con il piede batteva forte nella corda per potere stringere ancora il cappio, nella corda… Ho preso un pochettino d’aria, sono risceso e ho detto a Monticciolo “dammi di nuovo a me la corda” e il Monticciolo dice “va beh, lascia stare”, finche’ poi il bambino gia’ era morto. Enzo Brusca ogni tanto si appoggiava al petto del bambino per sentire i battiti del cuore, quando ha visto che il bambino gia’ era morto mi ha ordinato Enzo Brusca a me “spoglialo”. Io ho spogliato il bambino e il bambino era urinato e si era fatto anche addosso dalla paura di quello che abbia potuto capire, diciamo, o e’ un fatto naturale perche’ e’ gonfiato il bambino. Dopo averlo spogliato, ci abbiamo tolto, aveva un orologio al polso e tutto, abbiamo versato l’acido nel fusto e abbiamo preso il bambino. Io l’ho preso per i piedi e Monticciolo e Brusca l’hanno preso per un braccio, l’uno, cosi’, e l’abbiamo messo nell’acido e ce ne siamo andati sopra. Andando sopra abbiamo lasciato il tappo del tunnel socchiuso per fare uscire il vapore dell’acido che usciva… Quando siamo saliti sopra Enzo Brusca e Monticciolo mi hanno baciato, dicendo che mi ero comportato.. come se mi avessero fatto gli auguri di Natale o chissa’…., complimentandosi per come mi ero comportato… Siamo entrati dentro la casa dove avevamo cenato prima, cosi’, eravamo li’, abbiamo fumato una sigaretta, si parlava cosi’. Poi dopo un po’ Enzo Brusca mi dice “vai sopra, vai a guardare che cosa c’e’, se funziona l’acido, se va bene o meno”.
In quel momento non aveva avvertito emozioni di sorta: “Io ero un soldato, io eseguivo.. io ho condiviso sempre le scelte di Brusca e le scelte degli altri, io mi sento responsabile, io non voglio.. cioe’ non voglio incolpare altri e discolpare la mia persona, io mi sento responsabile come e’ responsabile Brusca e tutti, io mi sento responsabile diciamo, anche se io posso dire che era meglio se non succedeva il discorso del bambino e non succedeva che io ero presente in quella situazione, cioe’ questo, e non lo auguro a nessuno, diciamo, ne’ primo, ne’ chi ne ha fatto uno, ne’ chi ne ha fatto due, ne’ chi ne ha fatto tre, perche’ io non lo so se i miei figli mi possono a me perdonare. Prima il Presidente me lo diceva, io a volte non ho il coraggio di guardare i miei figli”. Ed ha proseguito: “Io ci sono andato giu’, sono andato a vedere li’ e del bambino c’era solo un pezzo di gamba e una parte della schiena, perche’ io ho cercato di mescolare con un bastone e ho visto che c’era solo un pezzo di gamba … e una parte.. pero’ era un attimo perche’ sono andato.. uscito perche’ li’ dentro la puzza dell’acido … era.. cioe’ si soffocava li’ dentro. Poi siamo andati tutti a letto a dormire, abbiamo dormito li’. Monticciolo mi ha detto che alle 5 lo dovevo chiamare perche’ lui se ne doveva andare; abbiamo dormito tutti e tre assieme nello stesso letto matrimoniale che avevamo nella stanza lì”.
Chiodo si era svegliato di buon mattino; aveva svegliato il Monticciolo che era andato via e si era recato a svuotare il fusto, rifiutando l’intervento dell’Enzo Brusca che aveva offerto la sua collaborazione. Il corpo del povero ragazzo si era interamente liquefatto senza che nulla di solido fosse rimasto, salvo la corda che gli era rimasta messa al collo. Con una latta aveva prelevato quel liquido di colore scuro versandolo nei due bidoncini di plastica che prima contenevano l’acido, svuotandoli in aperta campagna.
Aveva riportato in superficie il fusto e il Brusca vedendo la corda che era rimasta aveva detto scherzando al Chiodo di tenerla per trofeo. Aveva bruciato il materasso dove dormiva l’ostaggio, i suoi indumenti e tutto quanto si apparteneva al bambino. Con un’ascia aveva fatto in mille pezzettini la rete, sulla quale era stata adagiato il materasso e che era stata ancorato al pavimento con i piedi annegati nel cemento (operazione che aveva in precedenza fatto il La Rosa, per evitare che il ragazzo l’alzasse e facesse rumore); aveva raccolto i pezzi, le coperte, la macchina fotografica in diversi sacchi della spazzatura che aveva distribuito in vari cassonetti.
Avevano, quindi, ripulito tutto, mettendo una pietra sopra nella vicenda.

Avete letto bene!!! Questa persona merita di morire dignitosamente?

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