Macron ruba il gas alla Libia e all’ Italia regala gli immigrati

Il napoleone dei poveri Macron fa affari con la Libia mentre all’ Italia lascia solo le briciole anzi no, i barconi carichi di risorse africane, le stesse tanto amate dalla Boldrini.Che dire era stato accolto come il salvatore dell’Europa unita e solidale contro le «pericolose spinte populiste in vece il burattino dei Rothshild ha gettato la maschera molto presto.

Alla prima prova sul campo, Emmanuel Macron ha gettato la maschera. Fa e farà soltanto gli interessi dei francesi. Punto e basta. Beati loro, i francesi, che ieri hanno appreso dal loro presidente che i loro porti e confini rimarranno chiusi per gli immigrati in cerca di approdo. Che se li tenga l’Italia i barconi raccattati nel Mediterraneo con i loro carichi di disperati. Non andranno per nessuna ragione in Francia e neppure in Spagna, il cui governo si è subito allineato alla politica di Parigi.

Cos’è questo se non il «muro di Macron». Fa bene, visto dall’ottica dei suoi cittadini, ma per favore basta con la retorica dei «moderati europeisti» salvatori del sistema. Macron fa esattamente quello che aveva promesso Marine Le Pen in campagna elettorale, quel che sta tentando di fare Donald Trump in America e che farebbe Matteo Salvini in Italia se ne avesse la possibilità.

E allora perché il primo (Macron) sarebbe uno statista e gli altri tre dei pericolosi xenofobi fascistoidi? Se l’Europa di Macron è quella dei porti chiusi, bene: noi stiamo con Macron e con l’Europa e chiudiamo non domani ma oggi stesso i nostri porti, senza chiedere permessi a Bruxelles o in Vaticano. A chi ci darà dei razzisti risponderemo che noi non siamo razzisti ma macronisti, cioè giovani, moderni, di una sinistra riformista e illuminata.

La Francia resta, quindi, dei francesi, la Spagna degli spagnoli (ieri la loro Marina si è vantata di avere salvato in mare centinaia di profughi e di averli scaricati in Sicilia) e l’Italia di chi è? Non degli italiani, che per bocca dei leader di centrodestra questo «muro» lo invocano da tempo, ma neppure del suo governo che da settimane annuncia di volere fare cose che non ha il coraggio di mettere in atto. Basterebbe respingere una e una sola nave battente bandiera francese o spagnola per mettere in crisi la superbia dei nostri vicini. Cosa aspettano il premier Gentiloni e il ministro degli Interni Minniti (Alfano, ministro degli Esteri, lasciamolo perdere) a diventare i nostri Macron nei fatti e non solo a parole?

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