Paola Turci nella trappola delle lobby gay dello spettacolo

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di #DavideVairani

Paola Turci, 53 anni è una cantautrice. Non so quanti la conoscano. Forse l’avrete vista nell’ultima edizione del festival di Sanremo con la canzone “Fatti bella per te”. Ma questo poco importa. E’ una donna ferita. Ferita da un incidente stradale di molti anni fa’ che le ha lasciato molti segni (non solo fisici). Oggi sta finalmente uscendo dal tunnel. E i media non attendevano l’ora per mischiare le carte.

Il “FuffinghtonPost” esce con un titolone: “Paola Turci si confessa a Vanity Fair: ‘L’erotismo è donna, mai più con un uomo. E la mancata maternità è stata una benedizione’. Per aggiungere poi nell’articolo: “L’incidente che le ha lasciato una cicatrice sul volto, il matrimonio (di due anni) fallito col giornalista Andrea Amato e la sua idea di sessualità: c’è tutto questo nell’intervista, in cui la Turci lascia intendere un interesse per il sesso femminile, dopo anni per quello maschile”.

Bha. Un mucchio di balle costruite ad arte. Deduzioni che diventano realtà. Credo che occorra più rispetto e pudore per il dolore.

“Quel 15 agosto del 1993 ero incazzata nera – dice a vanity Fair la Turci -. Guidavo sulla Salerno-Reggio Calabria, da una tappa all’altra della tournée. Dovevo caricare il cellulare, mi sono distratta dalla strada, e subito dopo è stato troppo tardi. Ci sono voluti anni perché ammettessi la debolezza, smettessi di fare finta. Mi dicevano: ‘Ma sei fortissima. Sei bravissima. Come fai? Che coraggio’. Reagivo isterica: ‘Sì, sì. Sono tranquilla’. Quando invece non lo ero per niente. Ancora meno sotto le mani dei chirurghi estetici”.

“In ospedale c’era uno specchio, ma per 15 giorni non mi sono voluta guardare. Neanche fasciata. Poi quando mi hanno tolto le bende, l’ho fatto piano, pezzettino dopo pezzettino. Sapevo che ero un disastro: la cucitura, l’occhio ‘ballerino’, il sopracciglio falciato. Le croste, le abrasioni, la deformazione. Oggi quando mi specchio, se sono stanca o dormo un’ora in meno, il bianco intorno all’iride diventa rosso. Ma io e quella lì riflessa abbiamo firmato un armistizio”.

“Ancora oggi a tratti non riesco a farlo con serenità. Ma è per via dell’occhio, soltanto di quello, che è ‘abbottonato’, e mi deforma l’espressione. Nessuno lo nota, me ne accorgo solo io, però me ne accorgo eccome… ma va bene così. Lì ci sono tutta io: è il mio viso”.

La cicatrice. “C’è, sta lì. Ormai mi dimentico se è a destra o a sinistra. A volte non penso neanche più a coprirmela, così la gente finalmente la vede. Perché non mi fa più neanche soffrire. Perché anzi la ringrazio: senza quella, forse sarei rimasta una normale”.

Il corpo. “Non mente mai. Mi sono lasciata andare a lungo, trascurandolo: pesavo 15 chili in più di oggi, non entravo nei pantaloni. Poi l’ho portato in palestra, ho iniziato ad alimentarlo bene. E il corpo ha obbedito: alle diete, al sacrificio. Mi risponde”.

Gli anni. “Quelli che ho davanti sono sempre di meno, eccomi qua: ho cominciato a invecchiare. Forse è per questo che mi diverto sempre di più. Succede così nelle ultime occasioni. I 50 sono stupendi, senza compromessi, faccio quello che mi va. E sono più consapevole”.

“A Sanremo avrei voluto slacciarmi la giacca e restare così, senza camicia, senza niente. Tipo una Patti Smith fotografata nuda da Robert Mapplethorpe. Anni fa, a Playboy dissi di no. Oggi so come farlo. A quest’età sa di assurdo, di quasi impossibile”.

Farsi belle per sé. “Significa impegnarsi per raggiungere l’accettazione, dirsi sinceramente che ti piaci. Volersi bene va ben oltre il truccarsi”.

Stare con un uomo “No. Ma proprio no. Specie con quelli che adesso sembrano innamoratissimi. Ho avuto ogni smania: di avere un fidanzato, di costruirci casa, di sposarmelo, di metterci su famiglia. Non è stato proprio un successo. L’equilibrio che mi completa ora, invece, lo è, ed è da difendere: non crede ai colpi di fulmine e non ha bisogno di altro. E la bellezza non c’entra. Puoi essere pazzesca e possono piacerti gli uomini da morire, ma se hai una porta chiusa dentro, non capita nulla”.

Stare con una donna. “L’erotismo è donna, tengo solo lontane le etichette. Ancora oggi se dici: ‘Mi piace una donna’, allora sei lesbica. Sorrido, quando qualcuno si chiede se io lo sia. Come domandare: ‘A te piace stare sopra o sotto? Ti piace dormire con il cuscino o senza?’. Ma cosa importa, quelli sono dettagli. Come fai l’amore è roba da chiedere?”.

Io ci vedo solo una donna che sta cercando di riappropriarsi della sua vita e del suo corpo. Magari in modo contorto. Non so. Ma non ci vedo altro che questo.

Più pudore e rispetto. Quello che anche troppo spesso manca nelle relazioni personali. Quando credi di sapere tutto dell’altro e ti permetti di dare un giudizio sghembo e mal posto.

Pensateci…

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