Rio Tinto analisi macroeconomica



Rio Tinto analisi macroeconomica

Rio Tinto rafforza gli utili del primo semestre grazie ai volumi record della produzione di ferro e alla riduzione dei costi

Rio Tinto, nei suoi risultati per il primo semestre chiuso al 30 giugno 2014, ha registrato un vistoso rimbalzo del 155,9% del proprio utile netto, salito a quota 4,4 miliardi di dollari, rispetto all’utile di 1,7 miliardi di dollari registrato nel precedente esercizio. Il gigante minerario non soltanto è stato in grado di realizzare l’obiettivo di ridurre i costi operativi, ma lo ha addirittura superato riducendo i costi di 3,2 miliardi di dollari.

Gli utili sottostanti del secondo più grande colosso minerario del mondo hanno superato le stime degli analisti di 4.900 miliardi di dollari, con un aumento del 21% che ha permesso di raggiungere quota 5,1 miliardi di dollari nel primo semestre del 2014. Questo aumento è stato possibile grazie al grande e inaspettato contributo proveniente dalle attività legate al settore dell’alluminio, a lungo in crisi, e da un livello di produzione record di minerale di ferro. Tuttavia, le entrate semestrali sono lievemente diminuite a 24.300 miliardi di dollari, rispetto ai 24.500 miliardi di dollari riportati nella prima metà del 2013. Rio prevede di abbassare la propria spesa complessiva in conto capitale a circa 9,0 miliardi di dollari nel 2014, cioè 2 miliardi di dollari in meno rispetto alle stime precedenti. La società è riuscita a ridurre il proprio capex del 48,4% a 3,6 miliardi di dollari nel primo semestre del 2014. Inoltre, attraverso cessioni e riduzione dei costi, la società è riuscita a ridurre il proprio debito netto a 16,1 miliardi di dollari al 30 giugno 2014, rispetto ai 22,1 miliardi di dollari riportati al 30 giugno del 2013.

Il gigante minerario anglo-australiano ha inoltre incrementato il proprio acconto sul dividendo, passando da 93 centesimi per azione nel primo semestre del 2013 a 96 centesimi per azione per il primo semestre del 2014. Sul fronte espansivo, si prevede che il progetto di espansione delle infrastrutture del giacimento minerario di Pilbara e quello di modernizzazione delle infrastrutture dello smelter di alluminio di Kitimat vengano avviati nella prima metà del 2015. Rio Tinto ha previsto che nel 2014 circa 125 milioni di tonnellate di fornitura di minerale di ferro ad alto costo usciranno dal mercato, in quanto alcuni produttori cinesi di bassa qualità e alcuni paesi con una minore tradizione di fornitura taglieranno la produzione.

L’Amministratore Delegato di Rio Tinto, Sam Walsh, ha dichiarato: “Siamo fiduciosi che il portafoglio diversificato e basso costo di Rio Tinto continuerà a generare flussi di cassa forti e sostenibili nei prossimi anni. Questa solida base di crescita si tradurrà in un sostanziale aumento dei rendimenti di cassa per gli azionisti, confermando il nostro impegno a garantire aumenti di valore”.


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Redazione Mginvestment

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