Scuola Svizzera di Milano non accetta bambini disabili e con disturbi psicologici e neppure cristiani

In una scuola che vieta il crocefisso, che nega l’ esistenza di Gesu’ Cristo che proibisce ai bambini di cantare Santo Natale, perche’ i contenuti potrebbero offendere i giovani allievi  mussulmani…, che impone indirettamente il diktat LGBT ci si deve aspettare proprio di tutto, anche che si rifiuti di accogliere in classe bambini disabili – certo non tutte le strutture private sono tenute ad avere mezzi ed organico tale per supportare bambini con gravi patologie, ma cio’ che deve farci indignare e’ il fatto che questa scuola non accetta neppure i bambini  vivaci  i cosiddetti “iperattivi” e neppure bambini che soffrono di qualche disturbo del comportamento…chi non soffre oggi di un qualche disturbo, basti vedere cosa fanno oggi per divertirsi i ragazzi di 11 anni… , un vero e proprio esercito di celebrolesi sessualmente disturbati. Ci domandiamo dunque chi puo’ frequentare la Scuola Svizzera di Milano, che vanta certamente una retta annua per portafogli a fisarmonica.

Il regolamento dellʼistituto multilingue invita i genitori di bambini con disturbi psicologici o comportamentali a non iscriversi. Il ministro Fedeli: “Valutiamo azione legale”

No bimbi dislessici, autistici e con disturbi comportamentali: è quanto prevede il regolamento della Scuola Svizzera di Milano leggendo il regolamento approvato il 16 maggio e pubblicato sul loro sito. La scuola, che si autodefinisce impegnativa e multilingue, prevede al punto 2.5 tutta una serie di patologie che impediscono l’iscrizione. Una notizia che ovviamente ha suscitato un polverone politico. Il ministro Fedeli: “Vergognoso, valutiamo azione legale”???

Il ministro Fedeli interviene: “Vergognoso” – “Stiamo verificando e valutando la situazione ma ci sono i margini per un’azione legale contro la Scuola Svizzera di Milano”, ha detto a Repubblica il ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli. “Abbiamo una legge dal 1977 che supera le classi differenziali, i bambini, con le loro differenze, possono stare nella stessa classe ovviamente con i propri tempi e con degli strumenti specifici”. Il ministro definisce “vergognosa”, la norma del regolamento della Scuola Svizzera, “fanno vivere le differenze come un elemento discriminatorio”, ha concluso.

“E’ molto triste che nel nostro Paese, che, molto prima di altri, ha abolito le classi differenziali individuando nuovi modelli didattici in cui attivare forme di integrazione trasversale e in cui l’inclusione riguarda tutta la classe, si verifichino episodi di questo genere”. Hanno dichiarato la responsabile Scuola del Pd Simona Malpezzi e la deputata della VII Commissione Laura Coccia, commentando il regolamento approvato dal Consiglio della Scuola Svizzera di Milano, fondata nel 1919 e una delle 18 Scuole Svizzere all’estero, sottoposta alla sorveglianza del Dipartimento Federale degli Interni di Berna.

Al punto 2.5 del regolamento si legge infatti che “essendo la Scuola Svizzera impegnativa e multilingue, non è ottimale per studenti affetti da disturbi dell’apprendimento, quali: dislessia, discalculia, ADHS, Sindrome Asperger, autismo, e disturbi comportamentali”. “Precisiamo che le scuole svizzere in Italia non sono paritarie e non beneficiano di alcun finanziamento da parte dello Stato – affermano Malpezzi e Coccia – tuttavia dal 1999 il certificato di maturità che rilasciano è riconosciuto in tutta Italia allo stesso livello di un diploma di scuola secondaria superiore secondo un accordo tra il nostro governo e quello svizzero”.

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