S&P 500: che anno è stato

By RICCARDO FRACASSO

Quelle che seguono sono tutte chiusure ufficiali per lo S&P 500:

  • seduta: -0,52%
  • settimana: -0,36%
  • dicembre: +0,98%
  • IV trimestre: +6,12%
  • 2017: +19,42%

Chiusura a 2.673 punti, minimo annuale a 2.245 (Gennaio), massimo a 2.694 (Dicembre).

Non si è mai scesi al di sotto dei minimi del 2016 mentre si è saliti e si è chiuso praticamente sui massimi storici assoluti.

Il 2017 è stato un rialzo ininterrotto per la borsa americana, favorito principalmente dalle seguente leve:

  • carenza di alternative;
  • volatilità ed avversione al rischio bassissime;
  • enorme ricorso alla leva (margin debt sui massimi storici);
  • dati economici positivi.

La borsa americana si presenta al 2018 con le stesse caratteristiche del 2017, seppur ancor più accentuate:

  • trend rialzista che ha assunto una forma parabolica;
  • assenza segnali di stop/inversione;
  • svariati eccessi sempre più marcati.

Negli ultimi mesi è emersa una maggior forza relativa nei confronti dell’Eurostoxx 50 e del Ftse Mib (il che premia la nostra strategia market neutral).

In uno scenario ideale per il mercato azionario (compresa la borsa americana) sono gli indici ritenuti meno sicuri (per esempio il nostro) a sovraperformare e non quelli leader.

Se persino in un contesto di bassissima percezione del rischio non spiccano gli indici più volatili (per esempio il nostro), evidentemente c’è qualcosa che non va sia nei singoli indici che globalmente; infatti, se dietro una limpida propensione al rischio vi è un’insolita selettività, si innalza il pericolo di poter assistere ad un passaggio da risk on a risk off, con inevitabili ripercussioni su tutti gli asset più volatili (quindi anche i mercati azionari).

In questo scenario, chi detiene in portafoglio singole posizioni long sullo S&P 500 può permettersi di mantenerle esclusivamente proteggendole con stop loss piuttosto stretti (nuovo punto di controllo rappresentato dai minimi di Dicembre = 2.605 punti).

D’altro canto, resta sempre solida la strategia market neutral (long S&P e short Ftse Mib) proposta da diversi mesi:

Rapporto S&P 500 / FTSE MIB

Per quanto attualmente i margini di apprezzamento restino elevati e non si avvertano segnali contrari, tra le varie ipotesi di gestione dell’operazione, rientra anche quella di liquidare una parte della strategia (mantenendo comunque le proporzioni 50 e 50 tra il long e lo short) per monetizzare parte del guadagno e poter lasciar correre serenamente la parte rimanente.

Tale tipo di gestione ci evita di dover registrare in futuro una peformance complessiva negativa nel caso in cui le cose dovessero volgere diversamente da quanto atteso.

Riccardo Fracasso

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