Il teatro alla Scala cerca manodopera a buon mercato tra i profughi

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Annuncio del Sovrintendente Pereira: “Cinquanta profughi frequenteranno i corsi di falegnameria e sartoria dell’Accademia arti e mestieri della Scala”. Profughi impiegati al teatro milanese Alla Scala. L’idea arriva dal sovrintendente del primo teatro d’opera del mondo, Alexander Pereira.

Che ha voluto così portare il contributo della più celebre istituzione culturale meneghina alla soluzione dell’emergenza profughi che ormai da anni attanaglia la metropoli lombarda. Come riferisce Il Giorno, il sovrintendente Pereira ha annunciato ieri mattina il progetto di offrire a una cinquantina di rifugiati dei corsi di falegnameria e sartoria alla prestigiosa Accademia di arti e mestieri della Sala.

Un’idea che ricalca in parte l’iniziativa già rivolta alle persone in difficoltà a Napoli, Palermo, Bari e Catania. L’annuncio, simbolicamente, è arrivato durante la presentazione della nuova stagione lirica – che come da tradizione prenderà l’avvio il prossimo 7 dicembre, quando per la “prima” andrà in scena la “Madama Butterfly” di Giacomo Puccini – officiata nel carcere milanese di San Vittore.

Un’occasione colta da Pereira per dimostrare una volta di più che la Scala, come Milano, ha il “coeur in man“, ha il cuore in ma.

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